L’altra metà del lavoro

Posted on Updated on

Più cresce l’occupazione delle donne, più si crea reddito e più si fanno figli. Ma pesa il divario “domestico” di genere: la fatica non retribuita è distribuita male. In particolare in Italia

Melinda Gates se lo ricorda ancora, l’incubo mattutino dell’interminabile viaggio in auto per accompagnare all’asilo la primogenita Jennifer Katharine, oggi ventenne. Racconta che, sentendola in affanno, il marito, allora amministratore delegato della Microsoft, si offrì di sostituirla nell’incombenza due volte alla settimana. Con un certo senso dell’umorismo, Ms Gates suggerisce a ogni mamma stremata di mettere con le spalle al muro il partner: «Provate a dirgli: caro, se ci è riuscito uno come Bill Gates, a portare all’asilo la sua bambina, pensa a come potresti farlo meglio tu!».

Si sa: casalinga o professionista full-time, benestante o indigente, ogni signora di ogni latitudine, più o meno supportata, fa crescere i neonati e i bambini, instrada gli adolescenti, cura i malati, assiste gli anziani, nutre le famiglie, tiene in ordine le case, la biancheria e i vestiti. E tutto questo nelle situazioni migliori, perché altrimenti le tocca pure procurarsi acqua e legna e coltivare i campi.
Ms Gates non è certo la prima a inserire nell’ordine del giorno la caring economy e gli effetti socio-economici del lavoro di cura.

Read more

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s